Professionalità e responsabilità sono le caratteristiche di un mestiere che negli anni ha saputo andare oltre la semplice produzione enologica. L’enologo è oggi un interprete del territorio più che dell’azienda in cui lavora o per cui collabora. Questo Oscar del Vino è quindi un riconoscimento dei nostri lettori non solo all’impegno in cantina, ma sopratutto alla capacità di sfidare tanto le tradizioni quanto le mode del nostro tempo. Le nomination all’Oscar del Vino Miglior Enologo vanno a Graziana Grassini, Gianni Menotti e VincenzoMercurio.
Qualche anno fa Vincenzo Mercurio era una promessa dell’enologia nazionale, oggi è una certezza. Dall’Università di Napoli alla Francia, il percorso di studi di questo giovane enologo ricalca quella liaison culturale che nel Settecento e nell’Ottocento vedeva i migliori cervelli della borghesia partenopea viaggiare nel Paese dei lumi per trarne le conoscenze più nuove. Vincenzo Mercurio lavora sui dettagli, indaga sugli aromi dei vini, esplora le pieghe più nascoste degli elementi, sottolineando in ogni sua etichetta quei “geni” unici della territorialità dei vini.
Toscana di Scarlino, Graziana Grassini considera ogni etichetta da lei realizzata il frutto di un innamoramento; un atto di fede-amore che nasce dal cuore e finisce nel calice. Una passione precoce quella per il vino – come lei stessa ammette – che nel tempo l’ha portata a interpretare le diverse annate e i differenti terroir con il rispetto umile di chi conosce e ama il proprio lavoro. La Toscana è il suo ambiente (dal 2009 è consulente di Tenuta San Guido) ma la professionalità di questa donna del vino è una carta vincente che può essere giocata in ogni angolo del mondo.
I tersi paesaggi del Friuli, la particolare luce di questo territorio “obbligato” tra mare e montagna, sembrano riflettersi nel sorriso e nello sguardo di Gianni Menotti, enologo dallo stile cristallino, quasi serafico che, in trent’anni di attività, ha dato ancor più lustro alla viticoltura friulana. Menotti, goriziano doc, è un “servitore” fedele della vigna, un interprete di tipicità, un regista che sa cogliere il meglio dai suoi attori di sempre: uva, suolo, clima e ambiente.
Lunedì 28 Maggio 2012
Hotel Rome Cavalieri – Via A. Cadlolo, 101
Ingresso esclusivamente in abito da sera per le signore e in smoking per i signori dalle ore 20 alle ore 20,30
Per dare la giusta risonanza alla Cerimonia di Consegna dei Premi all’evento del vino più importante dell’anno è stata organizzata una Cena di Gala preparata da Gianfranco Vissani con protagonisti tutti i vini candidati.






Lusinghiero risultato per un’azienda esordiente, come quella di Maura Sarno, che con il suo Fiano di Avellino docg 2010, ha raccolto uno dei consensi più ambiti nell’ambito dell’enologia nazionale.








Cavolo, mela marcia, peperone verde, muffa, terra bagnata e così via. Tutti questi, e molti altri ancora, sono nel vino, così come i fiori, i frutti e gli altri gradevoli profumi. Risulta, si sa, incomprensibile a molti neofiti come i bravi degustatori possano evidenziare un buon numero di riconoscimenti olfattivi annusando il vino. Per lo più questa impressionante abilità è frutto di un bel bagaglio di esperienza sensoriale e di un po’ di pratica. Tutti a meno di impedimenti patologici, posso arrivarci. Di tutto questo si è parlato all’hotel Crown Plaza di Castellammare durante la prima edizione del “Corso per il riconoscimento dei difetti sensoriali del vino” promosso da Vinidea in collaborazione con Intellioenò, istituzioni si avvalgono in Campania, e per il Sud Italia, della collaborazione dell’enologo Vincenzo Mercurio.

